Sunday, October 22, 2006

La 63. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia chiude i battenti tra successi e polemiche



Il giovane cineasta Jia Zhang-Ke, impegnato e sottile, vince il Leone d’oro all’ultima edizione del Festival del cinema di Venezia. Esclusi dalle premiazioni i grandi nomi internazionali, quelli che facevano gridare alla straordinaria edizione di quest’anno che prevedeva, per la prima volta nella storia del Lido, 21 Anteprime mondiali in concorso. Il tanto atteso “The Black Dahlia” di Brian De Palma, che ha inaugurato la mostra, non ha entusiasmato la giuria presieduta dall’intrepida Catherine Deneuve e che premia un cinema introspettivo e malinconico, lontano dallo sfarzo e dalla rappresentazione fittizia del glamour. Grande delusione anche per “The Queen” di Stephen Frears, interpretato dall’affascinante Helen Mirren nei panni della regina Elisabetta d’Inghilterra. Apprezzato dalla critica per la toccante interpretazione dell’attrice protagonista, il film faceva pensare ad un’immediata vittoria. Ma ancora una volta, come la scorsa edizione, il cinema asiatico conquista l’attenzione del pubblico, regalando momenti di straordinaria commozione. Jia Zhang-Ke, presente alla competizione nella doppia sezione di Orizzonti con il film”Still Life”, racconta la storia intima e soggettiva di un amore con quella peculiarità narrativa del cinema cinese, incensurata e coinvolgente, silenziosa e artistica. La grande equipe americana, in concorso con ben 13 film, si è aggiudicata solo la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile al protagonista di “Hollywoodland”, il divo Ben Affleck, questa volta in versione inedita e particolarmente coinvolgente. L’Italia, madrina dell’edizione numero 63, conquista un premio importante con il nuovo film di Emanuele Crialese “Nuovomondo”, vincitore del Leone d’argento, un riconoscimento speciale coniato per l’occasione. Ancora una volta Venezia stupisce e ricorda le parole del grande Edgar Morin: “La macchina da presa sembrava destinata a imitare la realtà, e invece s’era messa a fabbricare sogni”.