Monday, July 24, 2006

SILVANO AGOSTI



INTERVISTA A SILVANO AGOSTI di Vincenzo Patanè Garsia

C'era una volta il FIlm Club. E c'è ancora...

Come e quando nasce il Cineclub Azzurro Scipioni?

È nato anagraficamente 23 anni fa, in realtà però è stato concepito 27 anni fa in quanto 27 anni fa, per l’appunto, io ho sognato Charlie Chaplin che era qui davanti a questo cinemino… allora c’era una tettoia, pioveva e lui era molto triste ed anche molto vecchio, aveva il bavero alzato e io gli dicevo ma perché sei così triste? E lui mi disse: “Don’t you see that the cinema is shut? Non vedi che il cinema è chiuso?” Ma l’ha detto come se mi avesse detto: “Sbarbatello, ma non vedi che il cinema è chiuso” ( risate ) … sbarbatello…perchè effettivamente ero uno sbarbatello del resto lo sono ancora. Ho guardato dentro nella sala e ho visto un antro tutto buio.. poi gli ho detto: “Guarda non ti preoccupare lo riapriremo”.. e lui sembrava contento. Passati quattro anni io ho prodotto un film di un mio carissimo amico che si chiama Franco Piavoli “Il pianeta azzurro”.. ovviamente in Italia impossibile uscire nelle sale, io ho provato qualsiasi cosa ma era impossibile, così ho pensato vado lì e apro una sala che sarà anche la sala che proietterà tutti i film che è impossibile proiettare..e lì io dicevo così tanto per dire ma dopo due o tre mesi mi son girato e c’era una fila, nello specifico Orson Welles, Fritz Lang, Bunuel, Fellini, Visconti, Antonioni, Tarkovskij, David Linch e tutti che dicevano: “dai proiettaci il film nostro che a noi non ci proietta più nessuno tranne quel Ghezzi che ogni tanto ci proietta nello schermino”.. e io pian piano ho dato loro retta e adesso proietto tutti i loro film.

Questo nome Azzurro Scipioni a cosa si riferisce (a parte il fatto che è situato in via degli Scipioni) ?

Il film che avevo prodotto all’epoca si chiamava Il Pianeta Azzurro… in realtà il mio amico lo aveva intitolato Le stagioni e a me non sembrava un grande titolo mentre mi sembrava un grande film; allora io gli ho ceduto il titolo di una mia sceneggiatura che era appunto Il pianeta azzurro.. però adesso io ho fatto Le stagioni di Vivaldi e lui mi ha permesso di utilizzare le immagini del suo film Le stagioni e quindi abbiamo fatto un baratto.

Ma che differenza c’è tra i film club e i classici cinema secondo te?

I cinema in generale io li chiamo: “sale di tolleranza”; cioè sono sale dove lo spettatore, disperato perché vive con una donna che non ama o perché fa un lavoro che detesta, si rifugia a fare una marchettina di un paio d’ore disposto a vedere qualsiasi cosa. Questa è la sala di tolleranza, tanto è vero che persino chi le gestisce dice: “noi facciamo cinema di evasione” tanto è vero che chi sono quelli che evadono? Sono i prigionieri. E invece il nostro cinema che è un cinema d’autore è un po’ come un pronto soccorso, capisci? È giusto che venga anche la persona disperata ma non per distrarsi dalla disperazione ma per guarire dalla disperazione; sono due cose diverse. Naturalmente siccome il potere, cioè la stampa e i media sono per le sale di tolleranza ( la pornografia è un industria che produce più di 142000 miliardi l’anno ), nessun giornale si occupa di noi e questo è il più grande orrore che possiamo ricevere in questo secolo.

Come nasce la scelta dei titoli?

La scelta dei titoli non nasce, ma è ragionata molto prima nel senso che un capolavoro ha la caratteristica della perennità, cioè è stato fatto ogni volta il giorno in cui viene proiettato

Ogni essere umano è un capolavoro e ogni volta che si mostra agli altri, ogni volta che si esprime, deve far vibrare le corde dell’anima, cosa che avviene regolarmente, per esempio, di fronte all’innocenza di un bambino di quattro anni.

Ma qual è la tua idea di cinema?

La mia idea di cinema è molto semplice. Il cinema è l’arte dell’invisibile ( il vero cinema) e come tale insegna alle persone a vedere; le persone guardano ma non vedono, il vero cinema riporta lo sguardo delle persone alla possibilità di vedere, non solo di guardare.

( fine prima parte )