Friday, July 21, 2006

MARIA MONTI: INTERVISTA A UNA SOGNATRICE



Cosa fai in questo periodo?

Faccio la cantante, quando qualcuno mi fa uscire dal mio luogo abituale dove vivo che è dietro la lavagna. Dietro la lavagna non è che si sta solo perché si è puniti dal sistema, oddio forse sì, ci si sta anche per quello, però almeno dietro la lavagna si può sognare.. Forse è proprio perché sei un sognatore che ti ci mettono, perché scegli il sogno all’imparare a sgomitare, che dovrebbe essere un’arte che insegnano a scuola, ma a me non lo ha insegnato nessuno e non avendolo nell’indole rimango dietro la mia lavagna a fare i miei sogni, i miei giochetti, i miei disegni, almeno non vendo l’anima mia.

Ma come ti senti dietro questa lavagna

A volte mi sento benissimo quasi come se fossi una bohemiene, d'altronde è tutta la vita che vivo in questi balzelli, una sola volta mi sono sentita un po’ ricca quando – per caso - ho fatto una fiction televisiva, ma non mi sono mai comprata una casa, tuttora, sono in affitto perché tanto penso che prima o poi me ne andrò da questo paese pieno di buche dove si rompono i cerchioni delle ruote.

Quali sono i tuoi sogni o i tuoi progetti dal punto di vista lavorativo?

Più che progetti in effetti si tratta di sogni. Mi piacerebbe lavorare con il cinema di animazione e parlare di chi si sente metà come me e sta anche dietro la lavagna ( risate ). Mi piace miscelare le cose, la vita in fondo è questo: mettere insieme cose diverse e portarle a spasso ( se ci si riesce, se no in genere sta dietro la lavagna).

Cosa pensi dell’Italia ti piace come posto?

E’ un paese da cui scappare, soprattutto in questo momento. Uno dei miei sogni è di non morire in questo paese. E’ un paese bello ma che ti mette una gran voglia di scappare. Un paese in cui abbiamo le bollette più care del mondo, le multe che vengono date così come se niente fosse, come se ci fossero delle alternative, dei parcheggi ( risate ).

E’vero che sei stata l’ inventrice del nominativo “cantautori”?

Nel 60 o 61, non ricordo bene, Micocci ( discografico della RCA ) aveva sotto mano quattro o cinque persone tra cui me e doveva inventarsi un nome per dare un titolo a una locandina di un disco in cui apparivamo tutti insieme e chiese a noi presenti un consiglio sul nome da dare alla locandina e siccome si trattava di cantanti e autori nello stesso tempo mi venne questo nome “cantautori” che a Micocci piacque e poi utilizzò.

Ogni tanto qualcuno mi telefona e mi chiede: “ Ma allora, è stata lei a inventare questo nome o è stato Micocci” e io rispondo che Micocci è quello che l’ha pubblicato però è uscita dalla mia bocca, e me lo ricordo perché questa parola appena la pronunciai mi diede una specie di disgusto, mi sembrava una parola brutta “cantautore”; adesso la diciamo tutti e l’abbiamo digerita ma all’inizio faceva uno strano effetto.

Qual è la cosa che ti diverte di più in questo momento?

Amo leggere poemetti con delle basi musicali sotto.

Ultimamente hai letto anche L’Anticlade di Aldo Braibanti; che cosa ti ha affascinato di questi scritti?

Mi piace perché secondo me tutti noi che ci occupiamo di artigianato, arte, cinema, musica, teatro ci siamo dentro, siamo rappresentati dentro questa storia… tutti quanti quelli che hanno la debolezza di sognare, quelli che fanno lavorare l’immaginazione che la lasciano andare a esprimersi sono dentro questi scritti. Siamo tutti degli Anticladi.… Anticlade è una serie di cose, un uomo con le sue non crescite, le sue debolezze, la sua a-praticità, l’incapacità di tenere testa alle regole del sistema, è qualcuno che è inadeguato ai tempi che viviamo. Però bisognerebbe chiederlo ad Aldo Braibanti cosa sono veramente queste Anticladi.

E invece che cosa sono “Le mezze mele” il nome tratto da uno dei tuoi ultimi spettacoli ?

A me, molte volte, capita di sentirmi mezza, a metà.. e dove è finita l’altra metà? Tanti dicono che l’altra metà si trova in un partner, io penso che non sia vero. Io la mia metà la cerco in qualcos’altro che però ancora non ho trovato.

di Armand Luciano